Sala della Strada Romana – Pannello di Sala
Sala della Strada Romana – Pannello di Sala

Sala della Strada Romana – Pannello di Sala

Sala della Strada Romana

Pannello di Sala


La romanizzazione dell’ampio territorio si estende tra il corso del Ticino ad est e quello del Sesia ad ovest. Questa avvenne in modo graduale tra la fine del ll secolo e l’inizio del l. In seguito alla conquista da parte di Cesare, la Lomellina si trovava in un settore nevralgico che collegava la valle del Po e la Gallia. 

A 2 km da Cozzo, nel 1802, fu rinvenuta una colonna miliaria conservata ora al Museo Leone di Vercelli, e riprodotta qui nel Museo Gallarati Scotti in dimensioni reali. Sopra questa colonna si può leggere il nome dell’imperatore Antonino Pio (138-161 a.C), seguito dal numerale delle cifre latine LVIII, le quali indicavano la distanza tra Cuttias e Mediolanum (identificata come “caput viae”). 

Altri ritrovamenti di questo imperatore sono stati rinvenuti a Sommo Lomellina e a Lomello. 

Durante l’Altomedioevo, con la cessata capacità del potere centrale di garantire le necessarie opere di manutenzione stradale ed il progressivo mutare degli assetti idromorfologici della Lomellina, si assistette al graduale abbandono dell’antica arteria stradale romana, sostituita da percorsi alternativi che seguivano i dossi fluviali.  La tradizione locale di età medievale ha però conservato nel nome di “via Regina” e “via Pavese Selvatica”, il ricordo di alcuni tratti dell’antica strada romana, ancora oggi sopravvissuti come lunghi rettifili ricalcati da vie campestri che solcano le campagne della Lomellina tra il corso del Terdoppio e quello dell’Agogna e ben riconoscibili nelle foto aeree e satellitari.