Le cascine
Col tempo, fuori dal villaggio, alle Cascine pioniere, come quella dei Prati e la Villafranca/Boscaiola, se ne affiancano altre, più strutturate: alle stalle/fienili si affiancano le case per i bergamini, gli allevatori che tendono a farsi stanziali, la casera dove lavorare il latte, il pozzo, il forno.
Infine, nel corso del Cinquecento, le cascine diventano il fulcro di aziende che finalmente comprendono anche terreni coltivati, oltre ai prati e pascoli, integrati in un sistema di rotazione complesso. Ed è allora che compaiono anche le case per i salariati.
Nella proprietà Gallarati, già a metà Cinquecento, oltre alle due già citate, sono realizzate la Cassinetta e la Spagna (poi scomparsa); ai primi del Seicento si aggiunge la Favorita, poi la Cassinazza, infine nell’800 la Prepositura. La Cascina Nuova, invece viene acquistata insieme a 2000 pertiche di terreno nel 1606.
Ognuna di esse richiede una nuova sistemazione dei terreni e lo scavo di nuove rogge di irrigazione, mentre il nucleo insediativo si arricchisce fino ad assumere, nel corso del Settecento, la forma a corte chiusa, quella che ci è più familiare.
